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Biomassa solida (legno/cippato) Stampa E-mail

Per biomassa si intende un insieme di organismi (vegetali e/o animali) e della materia da loro prodotta durante il loro ciclo biologico. Le biomasse possono essere rappresentate da: legno, rifiuti organici, biogas, biodiesel, altri residui agricoli o forestali.

Il reperimento della biomassa avviene in particolare con:

  • recupero degli scarti dalle segherie a seguito delle operazioni di lavorazione del legno.
  • interventi di produzione legname e manutenzione del patrimonio boschivo (Forestazione).
  • recupero delle potature del verde urbano (manutenzione del territorio urbano).
  • recupero delle potature dei frutteti e vigneti e sottoprodotti agricoli.
  • interventi di piantumazione di biomassa a rapido accrescimento per produzione legnosa
  • Produzione agricola - (questo tipo di intervento si sta sviluppando in particolare in questi ultimi anni quale concreta ed importante alternativa alla tradizionale produzione agricola con produzioni di biomassa di circa 500 quintali/anno con umidità al 50%).

Tra le biomasse, il legno è anche oggi la fonte energetica rinnovabile più disponibile e utilizzata. Un combustibile che racchiude in sè ambiente, paesaggio, governo del territorio e difesa del suolo.

Il combustibile legno rappresenta, per l'utilizzo attuale e in prospettiva futura, una fonte di energia rinnovabile rilevante, che può senz’altro contribuire alla soluzione delle attuali pressanti problematiche ambientali.

Cresce infatti di intensità l’azione dell’Unione Europea, dello Stato e delle Regioni nel sostenere una corretta gestione del patrimonio forestale e l’impiego a scopi energetici della materia prima legno, mentre già oltre 4,5 milioni di famiglie italiane utilizzano questa risorsa per il riscaldamento domestico.

In tale contesto emerge tuttavia con forza il bisogno di innovazione e imprenditorialità, ai vari livelli della filiera: dagli interventi selvicolturali alla costruzione di combustori; dall’assistenza tecnica impiantistica alla formazione professionale nel settore forestale.

Cippato

Il cippato è ottenuto dallo sminuzzamento o cippatura del legno, solitamente fresco, appena tagliato. Si usano preferibilmente gli scarti dei tagli in bosco o dei pioppeti, ma anche le potature delle alberate cittadine. Il cippato ottenuto direttamente dal bosco raggiunge circa il 50% di contenuto idrico e, in genere, è commercializzato fresco con contenuto di umidità non superiore al 30%.

Durante l’abbattimento, il legno presenta un contenuto d’acqua piuttosto elevato ma anche molto variabile, soprattutto a seconda della specie. Considerando che durante la combustione è importante utilizzare legno con bassa umidità (indicativamente, meno del 30% e possibilmente anche meno del 25% calcolato sull’umido), risulta importante effettuare una buona essiccazione.

Per il cippato le ragioni di un buon essiccamento sono anche legate alla necessità di minimizzare l’insorgenza di muffe sulle particelle di legno, che ne riducono sia il potere sia il potere calorico, sia la lavorabilità in ragione dei rischi per gli operatori.

Nei piccoli generatori di calore a legno è possibile utilizzare solo legno "vergine" privo di vernici e additivi di sintesi, poiché provocano emissioni particolarmente dannose per l'ambiente.

 
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